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Donazione Bioimpedenziometro PDF Stampa E-mail

Come anticipato nell’ultima Assemblea dei Soci dello scorso 28 marzo, il Consiglio Direttivo - come ampiamente previsto del resto dalla mission associativa e dalle norme statutarie – ha deciso di donare all’U.O. Complessa di Cardiologia un “bioimpedenziometro” che consentirà di migliorare la diagnosi dello “scompenso cardiaco” a tutto vantaggio quindi della Comunità dell’Alto Vicentino.

Lo strumento è già stato consegnato ed è perfettamente operativo; riceviamo dal Dr. Luca Callegarin la descrizione dell’apparecchiatura e della sua funzione, che pubblichiamo convinti di fare cosa gradita ai Soci.

 


RELAZIONE BIOIMPEDENZIOMETRIA

Ogni giorno nel nostro Paese si registrano 500 ricoveri per scompenso cardiaco che generano un "turn-over" superiore ai 180.000 nuovi casi l'anno.

Lo scompenso cardiaco è la prima causa di ospedalizzazione, specialmente nella popolazione anziana. È una sindrome cronica a carattere evolutivo contrassegnata dall'alternarsi di fasi di stabilità/instabilità, anche idro-elettrolitica.

La prevenzione delle cause di alterazione, in cui l'equilibrio idrico svolge un ruolo importante, è uno dei cardini delle linee guida nella terapia dello scompenso.

In circa il 50% dei pazienti con grave insufficienza cardiaca vi è malnutrizione, clinicamente manifesta o subclinica. La cachessia cardiaca può essere generata da diversi fattori: anoressia da iponutrizione, malassorbimento, atrofia muscolare, alterazioni del metabolismo.

Uno S.C. gravemente sintomatico può essere accompagnato da perdite di tessuto magro dell'ordine del 10%.

La cachessia cardiaca è un elemento predittivo negativo per la sopravvivenza: uno scompenso malnutrito ha un tasso di mortalità fino a tre volte superiore rispetto a pazienti con normale stato muscolare.

La Bioimpedenziometria è una tecnica strumentale di diagnosi diventata utile negli ultimi anni e nasce da ricerche in campo biomedico riguardanti l’analisi della struttura corporea.

Questa infatti, tramite l’analisi delle modificazioni della corrente elettrica che attraversa il corpo umano, riesce a valutare il grado di idratazione corporea ed il grado di cellularità, inteso come massa cellulare metabolicamente attiva. In pratica tramite la misura di due parametri elettrici, l’impedenza e la reattanza, riesce a darci informazioni sul grado di idratazione corporea (normale, disidratato, iperidratato), e la componente muscolare corporea (cachessia, magrezza, ipercellularità, obesità).

Tale metodica risulta molto utile quindi per la gestione di pazienti particolarmente instabili: infatti è stato utilizzato nel monitoraggio dei pazienti sottoposti a dialisi, dei pazienti in terapia intensiva, e soprattutto nei pazienti con scompenso cardiaco.

Con tale attrezzatura, il cui utilizzo richiede veramente pochi minuti, si ottengono informazioni importanti per prendere decisioni terapeutiche nei soggetti in cui l’equilibrio idrico è particolarmente instabile, consentendo l’ottimizzazione della terapia diuretica tanto importante nei nostri pazienti cardiologici. Inoltre può dare indicazioni sulla progressione verso la fase terminale della malattia.

Si ringrazia sentitamente l’associazione Amici del Cuore per la donazione effettuata per la possibilità di avere informazioni utilissime che ci consentiranno di migliorare il nostro approccio terapeutico nei tanti pazienti che tutti i giorni dobbiamo curare.


Luca Callegarin

 

 
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